Liti in condominio: c’è la mediazione civile e commerciale.

Spesso alla parola Condominio” viene associato il termine lite”.

Non a caso, l’imponente numero di contenziosi ha spinto il legislatore ad introdurre le controversie di natura condominiale tra le materie per le quali il tentativo di mediazione è condizione di procedibilità per la domanda giudiziale. (art. 5 d.lgs. 28/2010)

Per fare maggiore chiarezza: la mediazione è quella attività svolta da un soggetto terzo ed imparziale, detto mediatore, finalizzata al raggiungimento di un accordo amichevole, idoneo a comporre una lite.

Si tratta di un istituto particolarmente vantaggioso per le parti, in quanto il procedimento ha per legge una durata non superiore a 3 mesi ed i costi processuali risultano molto contenuti.

Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile o commerciale.
E’ infatti sufficiente depositare un’apposita istanza presso un organismo di medizione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio è situato. (art. 71 quater disp. att. cc.). Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro.

In caso di successo, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione.

In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.

Pertanto, a fronte di liti per l’utilizzo degli spazi comuni, oppure per problematiche di vicinato risulta possibile ed, anzi auspicabile l’uso della mediazione in quanto non solo permette di comporre la lite senza andare avanti al tribunale ma permette anche di mantenere quieti gli stessi rapporti di vicinato.

Inoltre, vi è da precisare, che se il primo incontro di mediazione tra le parti e il mediatore si conclude con un mancato accordo: non è dovuto alcun compenso per l’organismo di mediazione.

A dire la verità l‘insuccesso della mediazione è sempre problematico. Il mancato raggiungimento di un accordo, comporta infatti che le parti instaurino in un momento successivo un regolare procedimento innanzi l’Autorità giudiziaria. In tale eventualità è verosimile ipotizzare

  • un significativo aggravio dei costi,

  • estensione delle tempistiche

  • l’inasprimento dei rapporti umani all’interno del condominio.

Se la mediazione produce un esito positivo, invece, sarà cura del mediatore redigere processo verbale con allegato il testo dell’accordo. Tali atti dovranno essere sottoscritti dalle parti.
Qualora le parti siano state assistite da un avvocato anche quest’ultimo dovrà sottoscrivere il testo dell’accordo. A seguito di tale sottoscrizione l’accordo acquisterà dignità di titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

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