La mediazione civile un valido aiuto nei rapporti commerciali

Il crescente utilizzo della mediazione civile e commerciale indica che la soluzione stragiudiziale delle controversie coinvolge e soddisfa un numero crescente di cittadini e di imprese.

Dalle liti condominiali ai contratti d’affitto d’azienda è in costante aumento l’uso della mediazione civile. Basti pensare che nel solo 2017 sono state iscritte più di 166.000,00 mediazioni.

Il settore commerciale e quello delle imprese, fortemente influenzati dalla crisi mondiale dei mercati che non lascia prevedere una risoluzione in tempi brevi, non possono permettersi di sostenere inutili e costosi sprechi di tempo e di risorse generati dalle criticità del sistema giudiziario. Di conseguenza, diventa imprescindibile il ricorso alle procedure stragiudiziali di composizione delle controversie, prima tra tutte la mediazione civile e commerciale introdotta con il D. Lgs. 28/2010 e del D.M. 180/2010 e ss.mm.

Cerchiamo di evidenziare quali sono i vantaggi per le imprese di ricorrere alla mediazione piuttosto che cercare la risoluzione giudiziale dei conflitti.

Prima di tutto occorre considerare la breve durata del procedimento di mediazione che deve chiudersi entro tre mesi dal suo avvio, dunque molto inferiore ai tempi di un giudizio ordinario.

In secondo luogo, la totale terzietà dell’Organismo di mediazione garantisce la correttezza formale del procedimento, la neutralità del mediatore e la totale riservatezza dei fatti emersi durante gli incontri, che in molti casi è presupposto rilevante nella gestione delle controversie di natura commerciale.

In termini di costi, il vantaggio è costituito dalla certezza delle tariffe, determinate in maniera univoca per le materie obbligatorie con D.M. 180/2010 e ss.mm. e con importi molto ridotti rispetto al costo di un giudizio ordinario.

Altro aspetto rilevante da evidenziare è rappresentato dalla possibilità di rendere il verbale di conciliazione titolo esecutivo  per l’espropriazione forzata, l’esecuzione in forma specifica e l’iscrizione di ipoteca giudiziale. In sintesi, il verbale di conciliazione rappresenta una garanzia all’osservanza dell’accordo, soprattutto nei casi in cui una delle parti non ne rispetti i termini e le condizioni e, come titolo esecutivo, ne assicura la tempestiva esecuzione.

Infine, a differenza del giudizio civile, in mediazione le parti non debbono subire la decisione del giudice ma hanno un ruolo attivo nella decisione sulla controversia e possono lavorare in maniera cooperativa alla soluzione che soddisfi al meglio i propri interessi e in cui tutti risultano vincitori (win-win).

In definitiva, si può affermare che il contenzioso compromette fortemente l’immagine dell’impresa sul mercato, riducendone la competitività a fronte di un sistema giudiziario che non garantisce efficienza.

La capacità di prevenire e gestire le controversie attraverso l’utilizzo di strumenti efficaci che siano snelli, veloci, economici e riservati genera un riscontro positivo immediato in termini di attrattività sul mercato, sui potenziali clienti, sugli investitori.

Tutto ciò è reso possibile, come si è visto, dal rimando alla mediazione di numerose materie di natura commerciale così come imposto dalla recente normativa, ma anche dalla opportunità di rendere automatico il ricorso alla mediazione anche in quelle materie per le quali essa non è obbligatoria, inserendo una clausola di mediazione nei contratti sottoscritti con i propri partner, clienti e fornitori. In questo caso, in presenza di una controversia, le parti in lite saranno obbligate a transitare per la mediazione, i cui effetti positivi della riservatezza, della salvaguardia dei rapporti, della valorizzazione degli interessi, potranno operare su più ampia scala sia nell’immediato che per le relazioni future.

 

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