Regolamento

Protocollo/ Regolamento Interno Organismo di Mediazione

DIKE S.R.L.”

Art. 1) Oggetto e principi informatori;

  1. Il regolamento della Società a responsabilità limitata “DIKE S.R.L.” disciplina l’organizzazione ed il funzionamento dell’ Organismo di mediazione istituito ai fini della conciliazione relative alle controversie civili e commerciali.

  2. Ai fini del presente Regolamento per:

“Mediazione” si intende l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale, il mediatore, finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa ispirata ai principi di imparzialità, equità, rapidità, economicità e riservatezza;

“Mediatore” si intende la persona o le persone fisiche che individualmente o collegialmente svolgono la mediazione rimanendo prive in ogni caso del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo;

“Conciliazione” si intende la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione.

“Organismo di Mediazione” (O.d.M.) o semplicemente “Organismo” si intende l’ente, iscritto nell’apposito registro istituito presso il Ministero della Giustizia, deputato a gestire il procedimento di mediazione ai sensi della normativa vigente;

“Responsabile dell’Organismo” si intende la persona fisica, cui sono attribuiti con atto interno dell’ ente i compiti e le prerogative riservate a tale soggetto dalla normativa vigente, o la persona individuata quale sostituto del Responsabile;

“Segreteria” si intende la struttura di supporto che cura la gestione delle procedure di mediazione, a capo della stessa è posto il Segretario Generale.

Art. 2) Ambito di applicazione;

  1. Ai sensi degli artt. 2 e 5 del D.lgs. del 4 marzo 2010 n. 28 e succ. modifiche, il presente regolamento é applicabile alla mediazione per la conciliazione di controversie civili e commerciali relative a diritti disponibili che le parti vogliano risolvere in maniera collaborativa, in forza di un accordo, di una clausola contrattuale e/o statutaria, di un obbligo di legge ovvero su invito del Giudice o su iniziativa di taluna o di tutte le parti; sia che le stesse controversie intercorrano tra privati, sia che intercorrano tra privati e imprese, associazioni o enti, sia privati che pubblici.

  2. Per i procedimenti disciplinati da disposizioni di legge speciali, il presente regolamento si applica in quanto compatibile.

B) Organi

Art. 3) Il Responsabile dell’Organismo;

  1. Il Responsabile dell’ Organismo è il titolare delle funzioni disciplinate dagli artt. 8 e ss. del D.lgs 28/10 nonché degli artt. 7 comma 6, 8 commi 2 e 3, art. 12, art. 13 del D.M. attuativo 180/10. Cura, altresì, la tenuta della scheda di valutazione del servizio prevista dall’art. 7, comma 5 lett.b) del D.M. attuativo 180/10.

  2. Il Responsabile dell’Organismo è tenuto all’osservanza del codice etico approvato col presente regolamento.

Art.4) La Segreteria;

  1. La Segreteria dell’O.d.M amministra il servizio di mediazione.

  2. Coloro che operano presso la Segreteria devono essere imparziali, non devono entrare nel merito della controversia, né devono svolgere attività di consulenza giuridica o di mediazione.

  3. Ai sensi dell’art. 9 comma 1 del D. lgs. n. 28/10 chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell’Organismo o comunque nell’ambito del procedimento di mediazione é tenuto all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.

  4. La Segreteria tiene un registro, anche informatico, per ogni procedimento di mediazione, con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo, ai dati identificativi delle parti, all’oggetto della controversia, al mediatore designato, alla durata del procedimento e il relativo esito. Ulteriori registri o annotazioni possono essere stabiliti con determinazione del Responsabile, previamente comunicate agli iscritti.

  5. La Segreteria deve verificare che su ogni atto dell’Organismo siano riportati gli estremi dell’iscrizione del medesimo presso l’apposito Registro tenuto dal Ministero di Giustizia.

  6. La Segreteria, verificata la conformità della domanda di mediazione ai requisiti formali previsti dal presente regolamento nonché l’avvenuto pagamento delle spese di avvio del procedimento e delle spese di mediazione;

– forma il fascicolo del procedimento, annota la domanda nell’apposito registro anche telematico e comunica nel più breve tempo possibile e in una forma comprovante l’avvenuta ricezione:

– alla parte istante ed al difensore: l’avvio del procedimento; il nominativo del mediatore designato, la data e il luogo dell’incontro di mediazione.

– all’altra parte o alle altre parti: l’avvenuto deposito della domanda di mediazione e l’avvio, il nominativo del mediatore designato,invitandola/e a partecipare all’incontro di mediazione, presso la sede dell’Organismo, con l’assistenza obbligatoria dell’avvocato avvertendo che “dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell’art. 116, secondo comma, del codice di procedura civile e che il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio ed informando che, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.lgs. n.28/2010, tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura; ex art. 17, comma 3, del medesimo decreto il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente, ex art. 20, comma 1 D.lgs n.28/10 alle parti è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500,00. In caso di insuccesso della mediazione il credito d’imposta è ridotto della metà.

A norma dell’articolo 2961, primo comma, del codice civile è fatto obbligo all’Organismo di conservare copia degli atti dei procedimenti trattati per almeno un triennio dalla data di esaurimento del mandato.

  1. Alla Segreteria è fatto obbligo di conservare i dati raccolti e i documenti che il Responsabile dell’O.d.M , senza indugio, deve presentare al Responsabile del registro degli organismi di conciliazione che ne faccia richiesta, ex art. 12 del D.M. 222/2004, per ragioni attinenti all’esercizio dei poteri previsti dal citato regolamento.

Art. 5) I Mediatori;

  1. Presso l’Organismo è istituito un registro dei mediatori al quale sono iscritti, sempre previa verifica dei titoli abilitanti, coloro che abbiano dato la propria disponibilità nelle forme e nei termini previsti dalla legge. L’iscrizione nel registro ha durata annuale, tre mesi prima della scadenza dovrà essere comunicato a mezzo raccomandata l’eventuale rinnovo. L’iscrizione non comporta l’obbligo del conferimento di incarichi da parte di “DIKE S.R.L.”. Altresì l’Organismo ha la possibilità di avvalersi ex. Art. 7 c.2 l. c) D. M. attuativo 180/10, delle strutture, del personale e dei mediatori di altri Organismi con i quali abbia raggiunto un accordo anche se per singoli affari di mediazione, nonché di utilizzare i risultati delle negoziazioni paritetiche basate su protocolli di intesa tra le associazioni riconosciute ai sensi dell’art. 137 del Codice del Consumo e le imprese, o le loro associazioni aventi per oggetto la medesima controversia.

  2. L’iscrizione nel registro dei mediatori è a cura del Responsabile dell’Organismo. All’atto dell’iscrizione il mediatore deve allegare copia di curriculum sintetico con indicazione specifica dei requisiti di cui all’art. 4 comma 3 l. a) e b) del D.M. attuativo 180/10 nonché copia della polizza assicurativa per il rischio specifico ovvero aderire alla polizza eventualmente stipulata dall’Organismo.

  3. I mediatori iscritti nell’elenco devono svolgere la loro attività nel rispetto del Codice etico approvato dall’O.d.M. e devono mantenere i livelli qualitativi previsti dal medesimo frequentando corsi di formazione e di aggiornamento indetti da enti debitamente abilitati dal Ministero della Giustizia.

  4. Il mediatore non deve trovarsi in alcuna delle situazioni di incompatibilità previste da specifiche norme di legge e deve eseguire personalmente la sua prestazione della quale ne è responsabile. Il mediatore assiste le parti nella ricerca di un accordo che esse reputino soddisfacente per la composizione della controversia.

  5. In nessun caso il mediatore svolge attività di consulenza sull’oggetto della controversia o sui contenuti dell’eventuale accordo, salvo verificare la sua conformità alle norme imperative e di ordine pubblico.

  6. Il mediatore deve comunicare alla Segreteria, prontamente e non oltre due giorni dalla comunicazione della sua designazione, l’accettazione dell’incarico mediante pec e segnalazione via SMS o fax.

  7. Al momento dell’accettazione dell’incarico, il mediatore deve sottoscrivere un’apposita dichiarazione di imparzialità che costituisce condizione necessaria per l’avvio del procedimento di mediazione.

  8. La comunicazione di accettazione dell’incarico da parte del mediatore equivale a dichiarazione di insussistenza di motivi di incompatibilità.

  9. Il mediatore formula le proposte di conciliazione nel rispetto del limite dell’ordine pubblico e delle norme imperative.

  10. Il mediatore deve corrispondere immediatamente ad ogni richiesta organizzativa del Responsabile dell’Organismo.

  11. Il mediatore non potrà svolgere in seguito, in favore delle stesse parti, in merito alla stessa controversia, funzioni di consulente, difensore o arbitro.

  12. Al mediatore é fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio e non può percepire compensi direttamente dalle parti.

  13. Il mediatore deve informare immediatamente il Responsabile dell’O.d.M. ed eventualmente le parti dell’affare in corso di trattazione, delle vicende soggettive che possono avere rilevanza agli effetti delle prestazioni conciliative e dei requisiti individuali, richiesti ai fini dell’imparzialità dell’attività svolta.

  14. Il mediatore, nel corso del procedimento,può rinunciare all’incarico previa dichiarazione scritta e idoneamente motivata, che deve essere accettata dall’O.d.M. Le parti possono ex art. 7 D.M. 180/10 e sempre di comune accordo indicare il mediatore ai fini della sua eventuale designazione da parte del Responsabile dell’ Organismo, possono altresì richiedere al Responsabile in base a giustificati motivi, la sostituzione del mediatore; se la mediazione è svolta dal Responsabile di comune accordo le parti designeranno il mediatore sostituto.

  15. Solo in casi particolari ovvero ove non sia possibile nominare uno o più mediatori ausiliari o la controversia lo renda assolutamente necessario, il mediatore può provvedere all’individuazione, per il tramite della Segreteria di un esperto iscritto nell’albo dei consulenti e dei periti presso i tribunali. La nomina é subordinata all’impegno sottoscritto da almeno una delle parti a sostenerne gli oneri secondo i compensi previsti da eventuali norme di legge o dalle tariffe professionali. All’esperto si applicano le disposizioni del presente regolamento che riguardano i casi di incompatibilità e i requisiti di imparzialità del mediatore, nonché le regole di riservatezza.

  16. Ai mediatori iscritti presso l’Organismo spetta, per ogni singolo affare trattato, un onorario, oltre accessori di legge, pari al 70% delle indennità di mediazione di cui alle tabelle allegate sotto le lettere “A” e “B” del presente regolamento.

B) Regolamento di procedura

Art. 6) Accesso alla mediazione;

  1. Ai sensi dell’art. 4 comma 1 Dlgs. 28/2010 la procedura di mediazione si attiva attraverso il deposito di una istanza di mediazione. La stessa è presentata mediante deposito presso la Segreteria dell’Organismo, ovvero tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla medesima, nel qual caso fa fede la data di ricezione, ovvero a mezzo posta elettronica certificata.

  2. La domanda va redatta esclusivamente mediante l’utilizzo del modello allegato al presente regolamento o successivamente predisposto dal Responsabile dell’Organismo.

  3. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolgerà davanti all’Organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda. La domanda deve essere accompagnata dall’attestazione di pagamento delle spese di avvio, ovvero, nei casi di cui all’art. 16 dlgs. 28/10, dalla documentazione necessaria a dimostrare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per la difesa dei non abbienti.

  4. L’istanza deve indicare : l’Organismo; dati identificativi delle parti; sommaria descrizione dei fatti, delle questioni controverse, dell’oggetto della domanda e le ragioni della pretesa; copia, laddove esistente, della clausola di mediazione; dati identificativi di colui che, eventualmente, parteciperà e rappresenterà la parte nel procedimento con attestazione scritta del relativo potere; dati identificativi di eventuali professionisti e/o delle persone di fiducia che assisteranno la parte nel procedimento; indicazione del valore della controversia e dei criteri con i quali è stato determinato; eventuale dichiarazione dell’istante di accollarsi i costi del procedimento fatta salva una diversa ripartizione delle spese indicata nell’eventuale accordo susseguente l’espletamento del procedimento di mediazione.

  5. All’atto della presentazione della domanda di mediazione, il Responsabile dell’Organismo designa un mediatore, che può essere indicato di comune accordo dalle parti, e fissa il primo incontro tra le medesime non oltre 15 giorni dal deposito della domanda.

  6. La Segreteria, a spese dell’istante, con ogni mezzo idoneo che possa attestare l’avvenuta ricezione, trasmette all’altra parte nel più breve tempo possibile la domanda, la sede e la data del primo incontro.

  7. All’atto del deposito della domanda, la parte istante informa la segreteria se intende trasmettere personalmente la domanda e la data del primo incontro all’altra parte.

  8. In entrambi i casi, la Segreteria o la parte istante invitano l’altra parte a rispondere entro il termine di otto giorni prima dell’incontro.

  9. Se l’altra parte accetta di partecipare al procedimento invia la propria adesione alla Segreteria ed alla controparte, con gli stessi mezzi previsti per la presentazione della domanda.

  1. Le parti unitamente alla domanda di conciliazione o all’accettazione della stessa, possono allegare la documentazione che ritengono opportuna e che sarà a disposizione di entrambe, ad eccezione di quella che verrà prodotta con riserva di uso in favore del mediatore.

  2. Le spese di avvio del procedimento, sono dovute dalla parte istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento. Le parti possono in ogni caso depositare una domanda congiunta e contestuale per l’attivazione della procedura conciliativa presso la Segreteria.

  3. Le comunicazioni alle parti vengono fatte all’indirizzo dalle stesse indicato all’atto della presentazione della domanda e della successiva adesione.

  4. Tutti i termini previsti dal regolamento debbono intendersi come ordinatori e non sono sospesi nel periodo compreso tra l’1 agosto e il 31 agosto.

Art. 7) Incontro di conciliazione;

  1. Il procedimento di mediazione si svolge presso la sede dell’O.d.M. Tale luogo è derogabile con il consenso di tutte le parti, del mediatore e del Responsabile dell’Organismo.

  2. Il Responsabile dell’O.d.M. provvederà a fissare la data del primo incontro entro 15 giorni dal deposito della domanda di mediazione.

  3. Il mediatore durante il primo incontro, verificata la regolarità della comunicazione all’istante, rilevata l’ingiustificata mancata comparizione di questi, dichiara concluso il procedimento di mediazione.

  4. Il mediatore, durante il primo incontro, in presenza dell’istante, ovvero del suo rappresentante, munito di procura speciale, qualora non sia possibile procedere perché la controparte non ha aderito all’istanza di mediazione:

– verifica la regolarità della comunicazione alla controparte ex art. 6, della designazione del mediatore e della fissazione dell’incontro;

– ordina, in caso contrario e per non più di una volta, la regolarizzazione della comunicazione alla controparte e fissa una nuova data per il primo incontro;

– ove riscontri la correttezza e tempestività della comunicazione di cui sopra, previo esperimento di ulteriore tentativo di conciliazione, redige verbale di chiusura del procedimento di mediazione per mancata partecipazione.

  1. Il mediatore, durante il primo incontro detto preliminare, avuta la presenza personale di tutte le parti o di un loro rappresentante munito di procura speciale:

– sottoscrive la dichiarazione di imparzialità prevista dall’articolo 15 del dlgs. 28/2010;

– verifica il pagamento delle indennità dovute dalle parti;

– invita le parti a ratificare l’operato dei propri procuratori;

– fornisce alle parti tutte le indicazioni utili al fine di sincerarsi che esse abbiano compreso le caratteristiche del procedimento di mediazione, del ruolo del mediatore, delle parti e degli eventuali procuratori nell’ambito dello stesso. Deve, in particolare, fare in modo, che prima dell’avvio della mediazione, le parti abbiano compreso ed espressamente accettato i termini e le condizioni dell’accordo di mediazione, incluse le disposizioni applicabili in tema di obblighi di riservatezza in capo al mediatore e alle parti. Espletate queste formalità, chiede alle parti ser intendono o meso proseguire nel tentativo di mediazione. Nel primo caso si apre il procedimento e si redige apposito verbale, nel secondo forma verbale negativo dando atto della volontà delle parti ( o di una) di non voler proseguire.

  1. Il mediatore dirige l’incontro senza formalità, predisponendo, ove necessario, il calendario del procedimento, incontrando le parti congiuntamente o separatamente, qualora lo ritenga opportuno. Il conciliatore, d’intesa con le parti, può fissare eventuali incontri successivi che dovranno prevedere: l’ascolto in contraddittorio di tutte le parti, dei loro procuratori, e se nominati, dell’esperto e del mediatore ausiliario; l’ascolto separato delle parti o dei loro procuratori; un‘ultima definitiva riunione in cui ricevere l’accordo predisposto dalle parti per la rituale verbalizzazione o fissare un nuovo incontro per la formalizzazione della proposta conciliativa.

  2. Ai sensi dell’art. 11 del D.lgs. n. 28/10 quando le parti non raggiungono un accordo amichevole il mediatore può formulare una proposta di conciliazione. Il mediatore deve formulare la proposta qualora le parti ne facciano concorde richiesta in qualunque momento del procedimento conciliazione. Prima di formulare la proposta, il mediatore deve informare e le parti che, ex art. 13 Dlgs 28/10, qualora il provvedimento di definizione del giudizio corrisponda interamente al contenuto della proposta, il Giudice potrà escludere la ripetizione delle spese sostenute della parte vincitrice che abbia rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, condannandola al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente per lo stesso periodo, e al versamento di un’ulteriore somma corrispondente al contributo unificato dovuto, ciò anche con riguardo alle indennità di mediazione e al compenso dovuto all’esperto eventualmente nominato. Il mediatore deve informare altresì le parti che laddove il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponda interamente al contenuto della proposta, il Giudice potrebbe in presenza di gravi ed eccezionali ragioni escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l’indennità di mediazione e per il compenso dovuto all’esperto eventualmente nominato.

  3. Quando l’accordo non sia raggiunto, é fatta salva la facoltà del mediatore di formulare una proposta di conciliazione, qualora disponga degli elementi necessari e anche se le parti non la richiedano, ma dopo averle informate nei termini che precedono.

  4. Ai sensi dell’art. 14, comma 2, del D.lgs. n. 28/10, il mediatore nella formulazione della sua proposta é tenuto al rispetto dell’ordine pubblico e delle norme imperative.

  5. Salvo diverso accordo delle parti, in nessun caso la proposta può contenere alcun riferimento alle dichiarazioni rese o alle informazioni acquisite nel corso del procedimento, ad eccezione degli elementi risultanti dai documenti depositati e noti a tutte le parti del procedimento.

  6. Il mediatore comunica alle parti per iscritto e in una forma comprovante l’avvenuta ricezione, la propria proposta, invitandole a far pervenire allo stesso, per iscritto ed entro sette giorni dalla ricezione della comunicazione, l’accettazione o il rifiuto della proposta, precisando che la mancanza di risposta nel termine indicato equivale a rifiuto della medesima.

  7. Solo in casi particolari e ove non sia possibile nominare uno o più mediatori ausiliari, il mediatore può provvedere all’individuazione di un esperto iscritto nell’albo dei consulenti e dei periti, a condizione che tutte le parti lo abbiano espressamente richiesto. La nomina é subordinata all’adesione delle parti e all’impegno, dalle stesse sottoscritto, a sostenerne gli oneri in eguale misura e in via solidale, secondo i compensi da eventuali norme di legge o dalle tariffe professionali.

  8. Dal momento della comunicazione alle altre parti con mezzo idoneo a dimostrare l’avvenuta ricezione, l’istanza di conciliazione proposta all’O.d.M. produce sulla prescrizione i medesimi effetti della domanda giudiziale.

  9. Nel verbale conclusivo del procedimento debbono essere indicati gli estremi dell’iscrizione dell’O.d.M. nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.

Art. 8) Esito del Procedimento e verbale di chiusura della procedura;

  1. il procedimento si considera concluso, quando:

1)) esito negativo incontro preliminare

    1. le parti raggiungono un accordo amichevole;

    2. le parti non aderiscono alla proposta formulata dal mediatore;

    3. nel caso di mancata partecipazione di una o più parti;

    4. decorsi tre mesi dalla proposizione della domanda di mediazione, salvo diverso accordo delle parti.

  1. In tutti i casi in cui si sia tenuto l’incontro, il mediatore forma un verbale in cui dà atto del suo svolgimento. Il verbale viene sottoscritto dalle parti e dal mediatore che certifica l’autografia o l’impossibilità a sottoscrivere o la mancata partecipazione all’incontro di mediazione.

  2. Qualora le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’art 2643 c.c., per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

  3. Nell’ipotesi sub a) al verbale é allegato l’accordo raggiunto e sottoscritto dalle parti.
    Nell’ipotesi sub b) il mediatore indicherà nel verbale medesimo la sua proposta.
    Nell’ipotesi sub c) il mediatore indicherà nel verbale che il procedimento si é concluso per la mancata partecipazione della parte o delle parti.

  4. Il verbale è sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere..

Una copia del verbale sarà rilasciata alle parti, previa richiesta, mentre l’originale sarà conservato presso l’ O.d.M.

  1. Al termine del procedimento di mediazione a ogni parte del procedimento viene consegnata idonea scheda di valutazione del servizio.

Art. 10) Riservatezza;

  1. Il procedimento di mediazione è riservato e tutto quanto viene dichiarato nel corso dell’incontro non può essere registrato o verbalizzato.

  2. Rispetto alle dichiarazioni rese ed alle informazioni acquisite nel corso di eventuali sessioni separate e salvo il consenso della parte da cui le dichiarazioni e le informazioni stesse provengano, il mediatore e coloro che siano eventualmente presenti sono tenuti alla riservatezza nei riguardi di tutti gli altri soggetti.

Parimenti, il mediatore, le parti e tutti coloro che intervengono all’incontro non possono divulgare a terzi i fatti e le informazioni apprese nel corso del procedimento di mediazione.
A tal fine, i soggetti, diversi dalle parti e dagli addetti della Segreteria, presenti all’incontro di mediazione, dovranno sottoscrivere apposita dichiarazione.

  1. Le parti non possono utilizzare, nel corso di un eventuale successivo giudizio, arbitrato o procedimento contenzioso promossi dalle stesse parti in relazione al medesimo oggetto, anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, le dichiarazioni e le informazioni apprese durante il procedimento di mediazione, salvo il caso in cui vi sia consenso della parte da cui provengono le informazioni e le dichiarazioni. Le parti non possono chiamare il mediatore, gli addetti della Segreteria e chiunque altro abbia preso parte al procedimento a testimoniare in giudizio o deferire il giuramento decisorio sui fatti e sulle circostanze di cui sono venuti a conoscenza in relazione al procedimento di mediazione.

Art. 11) Spese del procedimento di mediazione;

  1. Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di conciliazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

  2. Il verbale di conciliazione è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di cinquantamila euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.

  3. Sono stabiliti, nella tabella allegata al presente regolamento le indennità spettanti all’ Organismo di mediazione comprensive del compenso spettante al mediatore.

  4. Salvo diverse previsioni di legge, per le spese di avvio del procedimento è dovuto, da ciascuna parte un importo di euro 40.00, che deve essere versato, dalla parte istante, al momento del deposito della domanda di mediazione e, dalla parte aderente al tentativo di mediazione, al momento del deposito della sua adesione al procedimento.

  5. Per le spese di mediazione è dovuto, da ciascuna parte aderente l’importo indicato nelle Tabelle indicate al Presente Regolamento che deve essere corrisposta in misura non inferiore alla metà prima dell’incontro di mediazione; mediante bonifico bancario, assegno circolare o contanti L’eventuale parte di spese di mediazione non versate prima dell’incontro, e gli eventuali aumenti di legge, devono essere versati al termine della procedura, e sono condizione per il rilascio del verbale positivo o negativo.

  6. E’ comunque facoltà della Segreteria dichiarare concluso il procedimento per mancato pagamento delle spese di mediazione

  7. Le spese di mediazione e gli eventuali aumenti sono tutti al netto di IVA e comprendono l’onorario del mediatore per l’intero procedimento di mediazione indipendentemente dal numero di incontri svolti e sono dovute in solido da ciascuna parte, anche nell’eventualità di abbandono del procedimento.

  8. Qualora il valore del procedimento risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla sua determinazione, l’O.d.M. decide il valore di riferimento e lo comunica alle parti.

  1. Qualora all’esito del procedimento, l’accordo sia raggiunto su valori superiori, rispetto allo scaglione determinato dalle parti, é facoltà dell’O.d.M. richiedere l’indennità corrispondente al valore contenuto nell’accordo.

  2. L’indennità dovuta è ridotta di un terzo:

– nelle materie per cui l’instaurazione del procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale;

– quando nessuna delle controparti di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento.

  1. L’indennità dovuta deve essere aumentata in misura non superiore ad un quinto in caso di successo della mediazione, deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta ex art. 11 Dlgs 28/2010 e può essere aumentato in misura non superiore ad un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità e difficoltà dell’affare.

  2. E’ facoltà dell’O.d.M rideterminare l’indennità qualora all’esito del procedimento l’accordo sia raggiunto su valori superiori, rispetto allo scaglione determinato dalle parti.

  3. L’O.d.M. ridetermina ogni tre anni l’ammontare delle indennità.

Art.12) Indennita’ per i non abbienti;

  1. Quando la mediazione sia condizione di procedibilità della domanda giudiziale, e una o tutte le parti siano in possesso delle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art. 76 (L) del T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115, la parte interessata é esonerata dal pagamento dell’indennità spettante all’O.d.M. A tal fine la parte é tenuta a depositare, presso l’O.d.M., apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo conciliatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’O.d.M. lo richiede, la documentazione comprovante la veridicità di quanto dichiarato.

  2. Il mediatore, nel caso previsto nel comma precedente, deve svolgere la sua prestazione gratuitamente. Nel caso in cui le condizioni predette riguardino solo talune delle parti, il mediatore riceve un’indennità ridotta, in misura corrispondente al numero delle parti che non risultano ammesse al gratuito patrocinio.

Art. 13) Registro ammissioni gratuito patrocinio;

  1. L’O.d.M. tiene un Registro, anche su supporto informatico, sul quale annota i procedimenti ammessi al gratuito patrocinio.

  2. Il Registro contiene il riferimento al numero del procedimento, il nominativo del Conciliatore, l’esito della mediazione, l’importo dell’indennità riscossa e/o che sarebbe spettata per l’attività svolta.

  3. L’O.d.M. può disporre il riconoscimento di un’indennità per i mediatori che abbiano svolto la loro opera a titolo di gratuito patrocinio, in rapporto all’attività svolta, al successo della mediazione ed all’eventuale corresponsione di indennità da parte del Ministero.

Art.14) Durata del Procedimento

  1. Il procedimento non potrà avere durata superiore a 3 mesi dal deposito della domanda di mediazione o dalla scadenza del termine fissato dal Giudice per il deposito della stessa e non è soggetto a proroga.

Art. 15) Responsabilità dell’Organismo.

  1. L’O.d.M., non può essere ritenuto responsabile di eventuali decadenze o prescrizioni sia per la mancata o ritardata effettuazione delle comunicazioni di cui all’art. del presente Regolamento e all’art.8 , comma 1, del D.lgs. n. 28/10, sia nel caso di imprecisa, inesatta o mancata individuazione dell’oggetto della domanda e del diritto tutelato ad opera dell’istante.

  2. Ai fini interruttivi dei termini di decadenza o di prescrizione, la parte istante ha facoltà di effettuare la comunicazione del deposito della domanda di mediazione, ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.lgs. n. 28/10, anche senza l’indicazione della data dell’incontro di mediazione.